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Almost Human

Quando la pirateria fa bene

Il grande sciopero di Internet contro i due progetti di legge Usa contro la pirateria, Sopa e Pipa ( qui per saperne di più) è servito allo scopo e i timori di rendere la Rete meno libera sono per il momento accantonati (anche se in Italia corriamo ancora qualche rischio), visto che anche i promotori si sono tirati indietro e hanno lanciato in un limbo legislativo le proprie proposte. Al feroce dibattito sui diritti d’autore e il Web si è aggiunta la chiusura forzata di Megavideo e Megaupload della scorsa settimana. E la domanda resta la stessa: è vero che la pirateria digitale sta mettendo in ginocchio l’industria dell’intrattenimento? Le motivazioni che spingono le grandi major a battersi fino all’ultimo sangue contro i download illegali le conosciamo tutti. Chi scarica un contenuto gratis ovviamente non lo acquista, e causa perciò un danno economico a chi produce e distribuisce dvd, album e libri.

A un’analisi più attenta, però, il fenomeno della pirateria potrebbe apparire molto meno grave di quanto non lo dipingano i politici e le multinazionali. Come fa notare Wired.com, i download illegali non hanno intaccato la produzione di film e musica negli States che, invece, ha raggiunto record storici negli ultimi anni. Inoltre, non ci sono prove concrete sul fatto che i contenuti pirata causino danni ingenti all’economia. La realtà è che i file scaricati liberamente in Rete potrebbero aiutare gli artisti a farsi conoscere dal pubblico e a innescare un circuito virtuoso in cui il denaro risparmiato sull’acquisto di un cd può essere speso altrove. In sintesi, al mercato non interessa dove tu spenda i tuoi soldi.

Infatti, come spiega New Scientist, l’equazione “ download illegale uguale calo delle vendite” non sta affatto in piedi. Le grandi multinazionali danno per scontato che se la pirateria online venisse azzerata, tutti gli utenti della Rete si riverserebbero nei negozi a comprare i prodotti originali. Niente di più sbagliato: chi non può scaricare un film gratis – o pagarlo un prezzo che considera abbordabile – abbandonerà l’idea di averlo in dvd. Per le major, quindi, la vera perdita economica consiste nel fatto di non saper sfruttare bene la domanda di mercato.

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Il copyright lungo 70 anni ci costerà un miliardo di euro

L’Europa ha approvato l’estensione di 20 anni per i diritti d’autore in campo musicale. Dicono che sia per proteggere i giovani musicisti. Ma a guadagnarci saranno soprattutto le grandi major.



Censura d'autore

L’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha scelto di lasciarsi tirare dalla giacchetta dei titolari dei diritti e di quanti hanno, oggi più che mai, paura di una Rete libera e strumento di circolazione di idee, informazioni e creatività.

E’ questa la sintesi di quanto dichiarato dal Presidente Calabrò della propria relazione annuale e confermato ad una rappresentanza della società civile che ha voluto incontrarlo.

Il prossimo sei luglio, il consiglio dell’Autorità approverà una delibera contenente il nuovo regolamento relativo all’enforcement dei diritti d’autore online e si tratterà di una disciplina sostanzialmente conforme a quella che, ormai da mesi, l’AGCOM ha annunciato l’intenzione di varare, sebbene all’esito di un giro di audizioni tra gli addetti ai lavori.

Decine e decine di audizioni – lo ha detto lo stesso Presidente Calabrò nel corso della sua relazione annuale – che, tuttavia, sembrano essere state completamente inutili se è vero che, l’Autorità, nel suo provvedimento non terrà in alcun conto le moltissime critiche ricevute e seguirà, invece, le indicazioni dei soliti, pochi, noti rappresentanti dei titolari dei diritti.

Siamo alla vigilia del varo di un Regolamento illegittimo – tanto sotto il profilo della disciplina nazionale che sotto quello dell’Ordinamento UE – palesemente inattuabile e suscettibile di ledere in modo irreparabile il diritto all’informazione di milioni di cittadini.

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