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Almost Human

Ecco come Facebook pedina gli iscritti (e non)

Facebook è nuovamente sotto i riflettori. Dopo il problema delle immagini pornograficheapparse sui profili di alcuni utenti in seguito a un attacco spam, si solleva un’altra spinosa questione: il modo in cui il social network tiene traccia dell’ attività online dei suoi iscritti. Sono stati gli stessi pezzi grossi dell’azienda a rivelare le tecniche utilizzate in questopedinamento informatico, che permette al gigante dei social media di seguire glispostamenti nella Rete non solo dei suoi 800 milioni di affezionati, ma anche di chi non è iscritto e ha semplicemente visitato per qualche motivo la pagina web di Fb, come spiega un articolo in esclusiva su Usa Today.

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ALLA FACCIA TUA!

Facebook trasforma quello che sei, quello che ti piace, quello che non ti piace, il tuo credo e le tue fantasie, tutto questo in un bene economico che ha accesso a 600 milioni di profili personali di gente come me e te…

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FACEBOOK. UN DISPOSITIVO OMOLOGANTE E PERSUASIVO

Facebook – quattordici milioni di utenti italiani – è un dispositivo social (siamo tutti “amici”) e sicuramente di successo (ma come, non sei su Facebook?), ma è anche un dispositivo persuasivo , nel senso che induce comportamenti automatici e prevedibili (ci vuole, appunto, tutti veri e social ) e al tempo stesso omologante, nel senso che induce, in noi utenti, assetti identitari, modalità di interazione e di narrazione, regimi di visibilità che ci rendono seriali e simili. Su Facebook si è più soggetti costituiti, che soggetti costituenti. Facebook accentua caratteristiche già presenti in altri luoghi della rete, rivelandosi così un esempio significativo di dispositivo-specchio, cioè di dispositivo che crea effetti di somiglianza con il “reale” e impone specifici assetti identitari.

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Il prodotto sei tu

“Condividi” e “connetti” sono le parole del momento su tutte le piattaforme sociali: Facebook, Youtube, Twitter, Foursquare, LinkedIn… Ce ne sono ormai a decine e anche chi aveva delle remore si sta iscrivendo. Tra gli Italiani che vanno su internet, 1 su 2 usa Facebook e il suo fondatore Mark Zuckerberg a 26 anni si è fatto un gruzzolo di 7 miliardi di dollari. Anche Larry Page e Sergey Brin avevano 26 anni quando hanno fondato Google e oggi si son messi da parte 15 miliardi di dollari a testa. E’ una nuova corsa all’oro nel Far West digitale. Milioni di Gigabytes delle nostre informazioni personali scalpitano per uscire dai corral delle fattorie di server californiane. I nostri nomi e cognomi, indirizzi, numero di cellulare, gusti, preferenze sessuali e d’acquisto, vogliono correre liberi nelle praterie della Rete dove i pubblicitari non vedono l’ora di prenderle al lazo e Facebook ha il compito di trattenerli. Ma ci riesce sempre? E Google, cosa sa di noi e cosa se ne fa delle informazioni che raccoglie?

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Gli USA lanciano la guerra dei cloni sui social network

Le rivolte in Medio Oriente sono frutto di una manipolazione di massa tramite i Social network? Qualcuno l’aveva supposto, come il vice primo ministro russo Sechin, ma i più hanno preferito continuare a credere alla favola delle rivoluzioni via Twitter.

Ora però l’ipotesi è più che un sospetto e ce lo confermano un report del Guardian e un’indagine Anonymous, che ci raccontano come l’esercito americano starebbe mettendo a punto – ma sembra probabile che siano già operativi – dei software per manipolare i social media attraverso veri e propri “eserciti di cloni” che diffondano propaganda pro-americana e che identifichino i dissidenti che operano in rete.

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